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La nomina del difensore di fiducia inoltrata a mezzo PEC è valida non rilevando che la firma sia illeggibile

La Corte di cassazione penale, sez. IV, con sentenza del 18 marzo 2021, n. 10551, ha chiarito che la nomina del difensore di fiducia, inoltrata a mezzo PEC (equivalente alla raccomandata) alla Procura, mediante dichiarazione sottoscritta dall’indagato ma non autenticata dal difensore, deve ritenersi valida, non rilevando che la firma sia illeggibile.

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