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Dati informatici: il loro sequestro non deve necessariamente essere preceduto dalla perquisizione informatica

La Corte di cassazione penale, sez. II, con sentenza del 31 dicembre 2020, n. 37941, relativamente al sequestro probatorio di dati informatici, ha precisato che non si ritiene necessario che il sequestro di dati informatici debba essere “necessariamente preceduto” dalla perquisizione informatica. La ragione di tale scelta risiede nel fatto che l’effettuazione di una perquisizione informatica richiede una predisposizione di strumenti investigativi che non è compatibile con la natura di atto “a sorpresa” della perquisizione ordinaria che implica che ne siano garantite tempestività ed immediatezza, e che non può essere condizionata dalla predisposizione degli strumenti tecnici necessari per l’effettuazione di una perquisizione che richiede competenze specialistiche come quella informatica. Inoltre, a ciò si aggiunge che il codice non prevede che il sequestro dei dati contenuti in supporti informatici debba essere effettuata obbligatoriamente “solo dopo” l’effettuazione della perquisizione tecnica prevista dall’art. 247 c.p.p.

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