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Confisca per equivalente: si estende il divieto di reformatio in pejus

La Corte di cassazione penale, sez. III, con sentenza del 2 aprile 2021, n. 12728, ha ribadito che il giudice d’appello, anche quando la misura di sicurezza sia obbligatoria e sia stata illegittimamente esclusa o non ritenuta dal primo giudice, non può disporla, modificando in danno dell’imputato la sentenza da quest’ultimo impugnata, in quanto l’art. 597, comma 3, c.p.p., estende il divieto di reformatio in peius anche all’applicazione di una misura di sicurezza nuova o più grave. La confisca per equivalente ha, per giurisprudenza costante, natura sanzionatoria; con la conseguenza che l’applicazione della confisca, non disposta dal giudice di primo grado, in assenza dell’impugnazione del pubblico ministero, da parte della Corte di appello si sostanzia nell’applicazione di un trattamento sanzionatorio non disposto in primo grado, in violazione dell’art. 597 c.p.p.

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